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21 Apr

Poste Italiane: la Raccomandata

Perché si chiama raccomandata? La risposta più logica è il sottinteso che viene lasciato allo sportello quando si spedisce una lettera o un pacco in questa forma, come dire: “Mi raccomando, fatela arrivare a destinazione”. Quello che lascia perplessi è il tempo che ci mette ad arrivare. Se per esempio una raccomandata all’interno della medesima città, mettiamo caso Roma, ci impiega attorno 2-3 giorni immaginate il tempo da una città all’altra. Ed ecco la parte divertente. Il mariokartoso Jer mi spedisce un bel giochillo per Wii che diceva non avrebbe usato utilizzando la suddetta forma di Raccomandata. Tale plico spedito in data 9 aprile non ne voleva ancora sapere di arrivarmi presso il mio posto di lavoro. Mi faccio dare numero di track e controllo sul sito delle Poste che in data 15 aprile era in “lavorazione”. Mentre cerco di capire come si fa a “lavorare” un pacco, dato che non è possibile impastarlo col cemento, con la farina o altro, trascorrono 24 e del plico ancora nessuna traccia. Torno a controllare il track e noto che i simpaticoni delle Poste Italiane senza neanche aggiungere una nuova riga, modificano solamente quella del giorno prima sostituendo la data quindi leggo “In lavorazione presso […] in data 16/04″.
Trascorrono altri 5 giorni e il mio scorpo scoppia nell’autocombustione: è ora di flammare con le “beneamate” Poste Italiane.

Il telefono dell’assistenza clienti Poste Italiane squilla.
P.I.: «Buongiorno sono Tizio, mi dica pure.» tutto col tono allegro e pimpante.
Io: «Buongiorno. Dunque mi è stato spedita una raccomandata da […] in data 9 Aprile, ma non mi è ancora arrivato nulla.”
P.I.:«È sicuro che le sia stata spedita?»
Io: «A meno che non stia controllando il track della raccomandata di qualcun altro, credo proprio di sì.”
P.I.:«Ah bene, dunque ha il numero di track?»
Io: «Ehr… sì.»
P.I.: «Se me lo dà faccio un controllo.»
Penso che magari loro abbiano un’interfaccia o un sistema di tracciatura interno molto più preciso e dettagliato di quello fornito al cliente, quindi fornisco il numero.
P.I.: «Dunque… vediamo un po’…» sento tichettare con la tastiera «Allora, è ancora in lavorazione.»
Io: «Ancora? Ma è almeno dal 15 aprile che è in lavorazione!»
P.I.: «Qua è fermo al 19 aprile.»
A questo punto non ci vuole molto a capire che sta usando il servizio Dovequando del sito delle poste, ossia lo stesso pannello di controllo a disposizione del cliente.
Io: «Ma oggi è 21, cosa stanno facendo oggi? Lo stanno lavorando di nuovo? Ci fanno il ripieno per i cannoli?»
P.I.: «Come dice?»
Io: «Volevo dire quanto dura la “lavorazione”? Ci sta mettendo troppo tempo per arrivarmi, non credo siano normali 10 giorni per una raccomandata.»
P.I.: «Eh lo so, ma non dipende da noi purtroppo…»
Moi, je lol.
Io: «Mi scusi, e da chi deve dipendere? Sono io a consegnare la posta forse?»
P.I.: «Guardi il massimo che posso fare è farglielo mettere in consegna domani.»
Io: «Va bene, la ringrazio. Arrivederci.»
P.I.: «Buona giornata.»

Sfiorata la soglia del flame, del resto non è quello dall’altra parte del telefono a smistare la posta e consegnarla, ma pare abbia il potere di metterla in consegna, cosa che probabilmente dovrebbe essere un sollecito a qualche responsabile e che magari lo manderà a quel paese lamentandosi della mole di lavoro da sbrigare.

E io aspetto…

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