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Archive for March, 2008

Alto tradimento

PSP
Nonostante le premesse non ho continuato con le minirecensioni dei giochi per DS, ma posso assicurare che il flusso è stato continuo e sono veramente tanti quelli che hanno occupato il mio tempo in questi mesi.

Tempo di recuperare ? Non ancora, prima ci sono le colpe da espiare.
Due settimane fa mi sono procurato una PSP. Pure nuova, anche se ho cercato di far firmare alla cassiera un documento dove si diceva che non sarebbe stata conteggiata ai fini delle vendite totali di console Sony.
Il trend si è invertito: ora che tutti (1 per nucleo familiare, in media) i giapponesi hanno accesso a un DS, la PSP può anche cominciare a risollevarsi. La verità è che come sempre c’è stato il gioco di cui non potevo fare a meno, che ha fatto scattare la spesa folle.

Del gioco, Patapon, parlerò magari in seguito. Il fatto è che alla fine la PSP non è nemmeno tanto male, almeno ora che ha una durata di batteria decente e le hanno tolto i centimetri di troppo.

Nota cronocontingente per il me postero: oggi sono tornato da due giorni fuori casa piuttosto felice.

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80 ore più tardi …

LarsaSì, chiaro, 80 ore di Final Fantasy XII.

Perché farmi questo ? Perché riesumare il sarcofago nero e perfino acquistare un cavo component per giocarci su tv HD ?
Beh, prima di tutto perché l’ho pagato meno di 10 euro in versione platinum da play.com. E forse era il caso di provarlo, almeno, prima che diventasse retrogaming.
E l’ho giocato tutto, sì, anche per l’obbligo morale di farlo. Non è un brutto gioco, e non è un gioco tra i miei preferiti, sicuramente. Modificherei un po’ tutto di Final Fantasy XII: la storia (mezza plagiata da star wars), i personaggi (idem), i menù, i gambit, l’expaggio da gioco online (chi sono io per lamentarmi giocando a FF XI da 3 anni e mezzo ?). Insomma, lascerei ben poco a conti fatti.
Ciononostante, si sono superati ancora una volta in quanto a magnitudine dell’impresa. Il mondo è gigantesco, è direttamente accessibile, ci sono letteralmente migliaia di NPC con cui parlare, innumerevoli quest da scoprire, side-stories che aspettano solo di essere lette, luoghi giganteschi nascosti dalla storia principale. E così ti trovi a giocarlo, anche se nel complesso non si allontana molto dall’essere una mediocre accozzaglia di idee realizzate con tanto tempo e tanti soldi. È come la torre Eiffel: mica è bella, ma questo non toglie che anche voi ci vogliate salire almeno una volta.
Ho anche fatto un po’ di lavoro extra (80 ore, infatti) e ho lasciato da parte più o meno solo quello che secondo le guide richiedeva quantità di tempo esagerate a fronte di un contributo nullo in termini di storia e di espansione dell’universo del gioco.
A conti fatti, quello che mi è piaciuto del gioco, al di là della presenza monumentale, sta nell’immagine.

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Say what ?

In fondo, da un punto di vista esterno ed oggettivo, conta solo quello che si fa, e non come ci si è sentiti nel farlo.

In fondo, da un punto di vista soggettivo, conta solo come ci si sente nel fare qualcosa, e importa poco di chi ci giudicherà.

Tuttavia, quando ci si sente in difficoltà e non a proprio agio, si comincia ad astrarre e a vedere dall’esterno la propria situazione, cercando di farsi forza, come se l’io non fosse più in noi.

Quando si sta invece perseguendo uno scopo più grande e che comporti una certa soglia di attenzione dall’esterno, prima o poi ci si chiede inevitabilmente se ha un qualche significato vero nella nostra vita.

Potrei portare esempi a così tanti livelli che non mi viene neppure voglia di iniziare. E potrei provare a contraddirli uno per uno, mostrando che in realtà la questione è molto più sfumata, e che bianco e nero non sono mai esistiti.

La contraddittorietà la voglio mostrare, però. Scrivere un blog è una via di mezzo tra un’impresa oggettivamente riconoscibile e uno sfogo personale che riguarda soltanto l’autore. Certo, dipende anche da come lo si riempie: cazzate intimiste o scadenti articoletti di giornale ?

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