Say what ?
In fondo, da un punto di vista esterno ed oggettivo, conta solo quello che si fa, e non come ci si è sentiti nel farlo.
In fondo, da un punto di vista soggettivo, conta solo come ci si sente nel fare qualcosa, e importa poco di chi ci giudicherà.
Tuttavia, quando ci si sente in difficoltà e non a proprio agio, si comincia ad astrarre e a vedere dall’esterno la propria situazione, cercando di farsi forza, come se l’io non fosse più in noi.
Quando si sta invece perseguendo uno scopo più grande e che comporti una certa soglia di attenzione dall’esterno, prima o poi ci si chiede inevitabilmente se ha un qualche significato vero nella nostra vita.
Potrei portare esempi a così tanti livelli che non mi viene neppure voglia di iniziare. E potrei provare a contraddirli uno per uno, mostrando che in realtà la questione è molto più sfumata, e che bianco e nero non sono mai esistiti.
La contraddittorietà la voglio mostrare, però. Scrivere un blog è una via di mezzo tra un’impresa oggettivamente riconoscibile e uno sfogo personale che riguarda soltanto l’autore. Certo, dipende anche da come lo si riempie: cazzate intimiste o scadenti articoletti di giornale ?
2 Comments so far
Leave a reply
Si supera il dualismo: scadenti articoletti intimisti, pieni di cazzate.
Ed in futuro li si riprende in mano, e si pensa: “Però! Guarda quante cazzate mascherate da articoletti scadenti!”.
Probabilmente l’importante è non crederci troppo.
A cosa? A tutto.
Uno dei momenti più gustosi è condensare riferimenti a sè e ad altri nel minor numero di parole possibili.
È sacrilego considerare un Oracolo come un Maestro ? ;D