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Volontà e coercizione

Da qualche tempo mi ronzava per la testa un interrogativo, di quelli pesanti, che pensi e poi scacci subito dalla testa perché non c’è tempo adesso o è troppo difficile da determinare o perfino ho paura che mi pentirò di averci pensato.
La domanda non è precisa, riguarda l’influenza del contesto in cui si vive sulle proprie azioni. Se fossi un americano sarei nazionalista e bombarderei chi brucia la mia bandiera ? Se fossi iraniano sarei un devoto islamico ? Se fossi britannico sarei contro l’euro e vorrei mantenere i simboli della monarchia ?
O ancora, più marcatamente, durante i regimi sarei stato un fascista, un nazista, un comunista ?
Nonostante la mia indifferenza e condanna attuale rispetto a tutte le ideologie, religioni, stili di vita che presentino dogmi e la sua probabile conseguenza, il fanatismo, mi son trovato a propendere più per una risposta affermativa che altro.

A quanto pare, qualcuno si è fatto questa domanda quasi 50 anni fa, e gli studi continuano anche oggi.
Il problema di allora era piuttosto diretto: un ricercatore americano si chiedeva come probabilmente molti altri allora, se fosse possibile che davvero tutti quei tedeschi fossero nazisti convinti in grado di portare a compimento i crimini storici sotto gli occhi del mondo, diversi da persone normali. O meglio, se un qualsiasi loro concittadino americano avrebbe potuto divenire una persona del genere date le adeguate circostanze. Una risposta determinativa a questa domanda avrebbe dovuto e dovrebbe ancora oggi influire i verdetti dei tribunali internazionali e porre seri interrogativi anche a chi possieda le certezze più incrollabili sulla moralità.
Il ricercatore in questione si chiamava Milgram, e diede vita a ciò che è conosciuto come il Milgram experiment. L’esperimento è descritto nel dettaglio nel link, qui passerò direttamente alle mie conclusioni.
Per sua natura l’esperimento è da considerarsi ovviamente non probatorio, tuttavia i risultati sono piuttosto convincenti. Tra il 61% e il 66% dei soggetti, anche in condizioni così artificiose e in assenza di grandi presupposti, peer pressure e quant’altro addizionabile nei casi specifici indicati all’inizio hanno fatto propria la volontà di un convincente coercitore di fronte a una richiesta che apparirebbe del tutto immorale a quasi ogni persona che non faccia parte di quel contesto.

È forse questo stesso principio che spinge il soldato sul fronte ad uccidere un altro soldato della fazione opposta, mentre non si sarebbe mai sognato di farlo di propria iniziativa ? (cfr. Rousseau)
La tanto propagandata libertà individuale, orgoglio degli occidentali, è così facilmente distrutta ? Esiste, perfino, questa libertà ?
Sicuramente questo studio è un buono spunto di riflessione.

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