Rehash

37% more emo than your hamster

Archive for the 'meta' Category

Archetipi

Andiamo per ordine sparso:

  1. Ci si lamenta e si adducono scuse riguardo l’assenza di post da un periodo di tempo più o meno prolungato, spesso dando la colpa alla mancanza di tempo.
    Es. Scusate ragazzi, ma sono stato impegnatissimo, non ho trovato nemmeno un secondo per scrivere nuovi post, sono stato veramente sommerso di lavoro e ho avuto qualche problema familiare. Ma niente paura, mi rifarò nei prossimi giorni, stay tuned !
    A.k.a. Non avevo un cazzo da scrivere ma mi piace far pensare di essere richiesto ed impegnato.
  2. Si parla di qualcosa che si desidera o che si è comprato recentemente, esaltandone le qualità e raccomandandone l’acquisto agli altri. Se tutti i post sono di questa guisa, probabilmente siete su un corporate blog e non ve ne siete accorti.
    Es. Devo dire la verità, ero scettico. Sapevo sarebbe stato carino, ma non pensavo davvero potesse arrivare ad essere bello.
    A.k.a. Non sono soddisfatto di quello che ho comprato se non lo faccio sapere a tutti, soprattutto a gente che non conosco. Se lo comprate anche voi fate bene, ma avrò il diritto di dirvi che siete dei maledetti copioni, e di guardarvi dall’alto in basso.
  3. Si parla di politica.
    Es. Mi vergogno di vivere in questo paese dopo le ultime elezioni, com’è possibile essere così stolti ? Ci possono essere solo tre motivi per votare Berlusconi: o si è ignoranti, o si è mafiosi, o si fa la spesa all’esselunga.
    A.k.a. Questo giro l’ho proprio presa nel culo.
  4. Si scrive del proprio stato sentimentale, emotivo o psicologico, sia esso positivo o negativo.
    Es. In questo periodo son proprio giù di corda, penso spesso all’ex storico e passo le nottate singhiozzando e dormendo poco o nulla.
    A.k.a. /emo.
  5. Si parla brevemente di una Giusta Causa, esortando i lettori ad approfondire, spesso postando un link dove sono reperibili ulteriori informazioni.
    Es. Ci ho pensato a lungo e l’ho fatto anche io, nel mio piccolo, perché credo sia moralmente giusto. Se nemmeno voi vi reputate cattolici, mandate il modulo di sbattezzo che potete scaricare da www.uaar.it alla vostra parrocchia di battesimo.
    A.k.a. In realtà ho letto il primo paragrafo della roba che ho linkato, però mi piace l’idea, fatelo.
  6. Si racconta un piccolo aneddoto di vita quotidiana. Se tutti i post sono così e poi promuovete il vostro libro che è un copiaincolla dei post del blog, vi trovate sul blog di Pulsatilla.
    Es. Ero sul balcone che mi scaccolavo il naso, quando suona alla porta. Apro, e mi trovo davanti all’uscio, in fila, la zitella del pianerottolo sotto, un marocchino e il postino con evidente aria scocciata …
    A.k.a. Non ho amici abbastanza pazienti a cui posso raccontare queste cazzate, comunque almeno con voi ci posso ricamare sopra quanto mi pare senza che ve ne accorgiate, e poi fa volume.
  7. Si scrivono metapost, lamentandosi del proprio e degli altrui blog, nella speranza di intenerire il lettore.
    Es. Andiamo per ordine sparso:
    A.k.a. La mia vita è proprio piatta e priva di eventi interessanti, ultimamente. Cazzo.
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Say what ?

In fondo, da un punto di vista esterno ed oggettivo, conta solo quello che si fa, e non come ci si è sentiti nel farlo.

In fondo, da un punto di vista soggettivo, conta solo come ci si sente nel fare qualcosa, e importa poco di chi ci giudicherà.

Tuttavia, quando ci si sente in difficoltà e non a proprio agio, si comincia ad astrarre e a vedere dall’esterno la propria situazione, cercando di farsi forza, come se l’io non fosse più in noi.

Quando si sta invece perseguendo uno scopo più grande e che comporti una certa soglia di attenzione dall’esterno, prima o poi ci si chiede inevitabilmente se ha un qualche significato vero nella nostra vita.

Potrei portare esempi a così tanti livelli che non mi viene neppure voglia di iniziare. E potrei provare a contraddirli uno per uno, mostrando che in realtà la questione è molto più sfumata, e che bianco e nero non sono mai esistiti.

La contraddittorietà la voglio mostrare, però. Scrivere un blog è una via di mezzo tra un’impresa oggettivamente riconoscibile e uno sfogo personale che riguarda soltanto l’autore. Certo, dipende anche da come lo si riempie: cazzate intimiste o scadenti articoletti di giornale ?

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Simboli

IsamaruDò molta importanza ai simboli, parecchie volte più di quanta ne meritino. In un certo senso sono quasi un feticista dei simboli, penso e ripenso a quello che significa un disegno o una parola con le proprie origini. Ci gioco tutti i giorni, mi piacciono davvero tanto, l’immagine o il messaggio personale dell’instant messenger, il nickname, piccole particolarità nel modo di scrivere, la suoneria del cellulare. Pensieri di pochi secondi o minuti, che a me richiedono felicemente ore o più per essere scelti. Quanto più sono piccoli e rappresentativi, tanto più li amo. Da questa mia passione nasce anche un certo interesse per la mitologia, un tesoro di storie, morali, concetti rappresentati con un nome. Guardare una cartina, una mappa, uno schema non immediatamente interpretabili suscita la mia sincerà curiosità. E come accennato prima, imprescindibili i giochi di carte che, a fronte di una storia più o meno complessa selezionano situazioni, eventi, personaggi e ne creano simboli in grado di interagire tra loro.
Così, si arriva ad Isamaru, strana scelta per uno che come me ha un rapporto difficile col genere canino, prediligendo sicuramente i mici. Mi sono particolarmente affezionato a Isamaru (detto anche Ziza) giocandolo a lungo. Certo, è stato amore a prima vista con l’artwork, ma ho finito per immaginarlo talmente tante volte col suo ruolo di apripista impetuoso, e a ricondurlo al tema dello speechless unsung hero, da aver finito per appropiarmene. Isamaru oltre che di questo dominio, è il nome di due dei miei pc (che adoro battezzare) ed fa parte dei nick con cui qualcuno mi conosce.
Woof !

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Meta-meta

Ci sono tante cose di cui mi piacerebbe scrivere, ma non lo faccio.
Forse non lo faccio perché in realtà non ci ho pensato abbastanza, e ho paura di passare per stupido e superficiale, anche se per me sono piuttosto complesse.
Ma per la verità, non lo faccio perché non sono abbastanza bravo nello scrivere. È frustrante avere un’idea e non saperla tramutare in frasi degne.
È un valido motivo per non tentare ? Sì, perché è deprimente rendersi conto di aver scritto cose diverse da ciò che si pensava, ‘coz u lack the skillz.

Sono critico con me stesso quanto lo sono con gli altri. Nonostante i luoghi comuni, ciò è un male.

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Proxy

Qui ci andava un post, ma è andata come è andata.
Ci sono cose ancora da decidere, a quanto pare …

Hush

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Dominio e trasferimento

Così, ho registrato un dominio e ho affittato dello spazio e un accesso a database, ed è stato più semplice del previsto (niente fax per i .net, tranne che a campione per verificare la veridicità dei dati, “ritenta la fortuna !”).
Poi è venuta la volta di provare a installare SMF, ed è stato più semplice del previsto (niente editing di sql o php tranne che per i mod).

Infine, c’è stato il trasferimento di Wordpress, ed è stato più difficile del previsto. Tra tutti, pensavo sarebbe stato il più immediato. Oh beh.

Perché isamaru.net, anche se ho deciso di non utilizzare più questo soprannome ? Perché suona bene, è corto ed è facile ricordare come si scrive.

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Facts

Ho aggiunto una pagina lassù, con 320 domande assortite a cui ho dato risposta.

Facts here

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Hashing (1)

Hash (”to hash” sminuzzare, pasticciare) è un termine della lingua inglese che designa originariamente una polpettina fatta di avanzi di carne e verdure; per estensione indica un composto eterogeneo cui viene data una forma incerta: “To make a hash of something” vuol dire infatti creare confusione, o fare una cosa piuttosto male.

[reference]

Buongiorno principini.

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