Archive for the 'rant' Category
Archetipi
Andiamo per ordine sparso:
- Ci si lamenta e si adducono scuse riguardo l’assenza di post da un periodo di tempo più o meno prolungato, spesso dando la colpa alla mancanza di tempo.
Es. Scusate ragazzi, ma sono stato impegnatissimo, non ho trovato nemmeno un secondo per scrivere nuovi post, sono stato veramente sommerso di lavoro e ho avuto qualche problema familiare. Ma niente paura, mi rifarò nei prossimi giorni, stay tuned !
A.k.a.Non avevo un cazzo da scrivere ma mi piace far pensare di essere richiesto ed impegnato. - Si parla di qualcosa che si desidera o che si è comprato recentemente, esaltandone le qualità e raccomandandone l’acquisto agli altri. Se tutti i post sono di questa guisa, probabilmente siete su un corporate blog e non ve ne siete accorti.
Es. Devo dire la verità, ero scettico. Sapevo sarebbe stato carino, ma non pensavo davvero potesse arrivare ad essere bello.
A.k.a.Non sono soddisfatto di quello che ho comprato se non lo faccio sapere a tutti, soprattutto a gente che non conosco. Se lo comprate anche voi fate bene, ma avrò il diritto di dirvi che siete dei maledetti copioni, e di guardarvi dall’alto in basso. - Si parla di politica.
Es. Mi vergogno di vivere in questo paese dopo le ultime elezioni, com’è possibile essere così stolti ? Ci possono essere solo tre motivi per votare Berlusconi: o si è ignoranti, o si è mafiosi, o si fa la spesa all’esselunga.
A.k.a.Questo giro l’ho proprio presa nel culo. - Si scrive del proprio stato sentimentale, emotivo o psicologico, sia esso positivo o negativo.
Es. In questo periodo son proprio giù di corda, penso spesso all’ex storico e passo le nottate singhiozzando e dormendo poco o nulla.
A.k.a./emo. - Si parla brevemente di una Giusta Causa, esortando i lettori ad approfondire, spesso postando un link dove sono reperibili ulteriori informazioni.
Es. Ci ho pensato a lungo e l’ho fatto anche io, nel mio piccolo, perché credo sia moralmente giusto. Se nemmeno voi vi reputate cattolici, mandate il modulo di sbattezzo che potete scaricare da www.uaar.it alla vostra parrocchia di battesimo.
A.k.a.In realtà ho letto il primo paragrafo della roba che ho linkato, però mi piace l’idea, fatelo. - Si racconta un piccolo aneddoto di vita quotidiana. Se tutti i post sono così e poi promuovete il vostro libro che è un copiaincolla dei post del blog, vi trovate sul blog di Pulsatilla.
Es. Ero sul balcone che mi scaccolavo il naso, quando suona alla porta. Apro, e mi trovo davanti all’uscio, in fila, la zitella del pianerottolo sotto, un marocchino e il postino con evidente aria scocciata …
A.k.a.Non ho amici abbastanza pazienti a cui posso raccontare queste cazzate, comunque almeno con voi ci posso ricamare sopra quanto mi pare senza che ve ne accorgiate, e poi fa volume. - Si scrivono metapost, lamentandosi del proprio e degli altrui blog, nella speranza di intenerire il lettore.
Es. Andiamo per ordine sparso:
A.k.a.La mia vita è proprio piatta e priva di eventi interessanti, ultimamente. Cazzo.
Say what ?
In fondo, da un punto di vista esterno ed oggettivo, conta solo quello che si fa, e non come ci si è sentiti nel farlo.
In fondo, da un punto di vista soggettivo, conta solo come ci si sente nel fare qualcosa, e importa poco di chi ci giudicherà.
Tuttavia, quando ci si sente in difficoltà e non a proprio agio, si comincia ad astrarre e a vedere dall’esterno la propria situazione, cercando di farsi forza, come se l’io non fosse più in noi.
Quando si sta invece perseguendo uno scopo più grande e che comporti una certa soglia di attenzione dall’esterno, prima o poi ci si chiede inevitabilmente se ha un qualche significato vero nella nostra vita.
Potrei portare esempi a così tanti livelli che non mi viene neppure voglia di iniziare. E potrei provare a contraddirli uno per uno, mostrando che in realtà la questione è molto più sfumata, e che bianco e nero non sono mai esistiti.
La contraddittorietà la voglio mostrare, però. Scrivere un blog è una via di mezzo tra un’impresa oggettivamente riconoscibile e uno sfogo personale che riguarda soltanto l’autore. Certo, dipende anche da come lo si riempie: cazzate intimiste o scadenti articoletti di giornale ?
2 commentsGifts Ungiven
Il più bel ricordo degli anni passati a giocare a Magic è sicuramente l’atmosfera creata dalle carte. Certo, bisogna addentrarsi un po’ nei racconti dei libri o riassunti ed estratti vari per comprendere il tutto per filo e per segno, ma a volte basta anche solo un testo di colore che si trova dopo la parte che riguarda il gioco, o una illustrazione evocativa. A volte perfino il nome di una carta riesce ad ispirare, tant’è che si costruivano dei mazzi buffi solo per divertirsi nel cercare di usare una carta particolare solitamente inutile. Per poi finire a tenersela sempre nel portafogli, a volte. Ci si inventano storie, e la carta diventa tua, come un racconto particolarmente bello, o un aneddoto.
Questa di fianco è l’immagine per Gifts Ungiven, Doni Mai Dati, la cui sola giustapposizione delle parole mi titilla le sinapsi. Ve ne mostrerò altre, tra cui sicuramente quella che ha dato il nome al dominio di questo blog.
Meta-meta
Ci sono tante cose di cui mi piacerebbe scrivere, ma non lo faccio.
Forse non lo faccio perché in realtà non ci ho pensato abbastanza, e ho paura di passare per stupido e superficiale, anche se per me sono piuttosto complesse.
Ma per la verità, non lo faccio perché non sono abbastanza bravo nello scrivere. È frustrante avere un’idea e non saperla tramutare in frasi degne.
È un valido motivo per non tentare ? Sì, perché è deprimente rendersi conto di aver scritto cose diverse da ciò che si pensava, ‘coz u lack the skillz.
Sono critico con me stesso quanto lo sono con gli altri. Nonostante i luoghi comuni, ciò è un male.
2 commentsSuper Paper
Devo dire la verità, ero scettico. Sapevo sarebbe stato carino, ma non pensavo davvero potesse arrivare ad essere bello.
E invece lo è, dopo la prima sessione sono rimasto talmente stupefatto che sono andato a ridare un’occhiata a quel che dicevano questi signori, famosi per i loro voti particolarmente bassi anche su giochi universalmente acclamati, e ho avuto la conferma che non è stata solo una impressione temporanea mia.
Certo, ci ha messo il suo tempo per essere portato a compimento, attorno ai 5 anni, e ricordiamo che si trattava originariamente di un progetto Gamecube, che poi è diventato quello che sarebbe dovuto essere l’ultimo grande addio del cubo ed è infine stato, fortunatamente devo dire, spostato su Wii.
Cos’è ? Non è affatto una forzatura affermare che si tratta di un ibrido tra Paper Mario e Super Mario World, in quanto detiene molti degli elementi RPG del primo (enfasi sulla storia, più personaggi controllabili, livelli di esperienza, oggetti da trovare, acquistare e vendere) e tutto ciò che aveva reso forse il miglior platform di tutti i tempi del secondo. Se ci si aspetta un RPG, ci si troverà invece a saltare sui koopa per metà del tempo di gioco, se ci si aspetta un platform ci si troverà a seguire una storia semplice ma molto umoristica per l’altra metà del tempo.
Se avessi letto a fondo una recensione prima di acquistarlo l’avrei probabilmente pre-etichettato come noioso, e invece.
It’s-a wii !
Dominio e trasferimento
Così, ho registrato un dominio e ho affittato dello spazio e un accesso a database, ed è stato più semplice del previsto (niente fax per i .net, tranne che a campione per verificare la veridicità dei dati, “ritenta la fortuna !”).
Poi è venuta la volta di provare a installare SMF, ed è stato più semplice del previsto (niente editing di sql o php tranne che per i mod).
Infine, c’è stato il trasferimento di Wordpress, ed è stato più difficile del previsto. Tra tutti, pensavo sarebbe stato il più immediato. Oh beh.
Perché isamaru.net, anche se ho deciso di non utilizzare più questo soprannome ? Perché suona bene, è corto ed è facile ricordare come si scrive.
No commentsThreshold
Soglia, questa parola nell’ultima settimana si è immischiata con i miei affaracci in quattro forme diverse questa settimana.
È una parola che mi piace, esprime un concetto di ampio intendimento eppure pratico ed efficace.
Le due settimane da adibire all’esame di visione artificiale sono dietro di me, è stato fatto il fattibile. Sicurezze sui risultati non ne ho, ma sono in pace con me stesso per tutte le contingenze del caso. La prossima tocca a CPS, che tutto sommato è una bella sigla per dare il nome ad un esame.
Oh, e se capitate in hotel a Cesena, evitate l’HR Romagna. Le stanze sono piccole, non c’è servizio e puzza di disinfettante per ospedale.
No commentsImage transformation & template matching
È più o meno quello a cui mi tocca pensare da giorni a questa parte, e per altrettanti a venire suppongo.
Ho cominciato forse un po’ tardi con il progetto di Visione Artificiale, ma non troppo, dovrei riuscire a metterlo assieme in tempo. Sicuramente le cose sarebbero andate meglio se:
- conoscessi il C#
- avessi scritto una riga di codice che non sia jsp da 1 anno a questa parte
- avessi fatto le esercitazioni per tempo
- il materiale disponibile fosse più preciso nella documentazione
Spero anche che se il progetto andrà bene, la parte teorica dell’esame non sia troppo impegnativa.
L’effettivo tempo dedicato al progetto rispetto a quello che passo qui è comunque di poco superiore al 50%, ma non mi sento di forfettare molto tempo in una volta uscendo o per altro, anche se ne avrei bisogno.
Farò eco alla proposta di LEM quanto prima mi verrà ispirazione, non l’ho dimenticata.
2 commentsVolontà e coercizione
Da qualche tempo mi ronzava per la testa un interrogativo, di quelli pesanti, che pensi e poi scacci subito dalla testa perché non c’è tempo adesso o è troppo difficile da determinare o perfino ho paura che mi pentirò di averci pensato.
La domanda non è precisa, riguarda l’influenza del contesto in cui si vive sulle proprie azioni. Se fossi un americano sarei nazionalista e bombarderei chi brucia la mia bandiera ? Se fossi iraniano sarei un devoto islamico ? Se fossi britannico sarei contro l’euro e vorrei mantenere i simboli della monarchia ?
O ancora, più marcatamente, durante i regimi sarei stato un fascista, un nazista, un comunista ?
Nonostante la mia indifferenza e condanna attuale rispetto a tutte le ideologie, religioni, stili di vita che presentino dogmi e la sua probabile conseguenza, il fanatismo, mi son trovato a propendere più per una risposta affermativa che altro.
A quanto pare, qualcuno si è fatto questa domanda quasi 50 anni fa, e gli studi continuano anche oggi.
Il problema di allora era piuttosto diretto: un ricercatore americano si chiedeva come probabilmente molti altri allora, se fosse possibile che davvero tutti quei tedeschi fossero nazisti convinti in grado di portare a compimento i crimini storici sotto gli occhi del mondo, diversi da persone normali. O meglio, se un qualsiasi loro concittadino americano avrebbe potuto divenire una persona del genere date le adeguate circostanze. Una risposta determinativa a questa domanda avrebbe dovuto e dovrebbe ancora oggi influire i verdetti dei tribunali internazionali e porre seri interrogativi anche a chi possieda le certezze più incrollabili sulla moralità.
Il ricercatore in questione si chiamava Milgram, e diede vita a ciò che è conosciuto come il Milgram experiment. L’esperimento è descritto nel dettaglio nel link, qui passerò direttamente alle mie conclusioni.
Per sua natura l’esperimento è da considerarsi ovviamente non probatorio, tuttavia i risultati sono piuttosto convincenti. Tra il 61% e il 66% dei soggetti, anche in condizioni così artificiose e in assenza di grandi presupposti, peer pressure e quant’altro addizionabile nei casi specifici indicati all’inizio hanno fatto propria la volontà di un convincente coercitore di fronte a una richiesta che apparirebbe del tutto immorale a quasi ogni persona che non faccia parte di quel contesto.
È forse questo stesso principio che spinge il soldato sul fronte ad uccidere un altro soldato della fazione opposta, mentre non si sarebbe mai sognato di farlo di propria iniziativa ? (cfr. Rousseau)
La tanto propagandata libertà individuale, orgoglio degli occidentali, è così facilmente distrutta ? Esiste, perfino, questa libertà ?
Sicuramente questo studio è un buono spunto di riflessione.